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La bottega

Una stanza di pietra, un banco di marmo, due paia di mani.

Tra Firenze e le Alpi Apuane: ricette scritte a mano, materia che arriva da qui intorno, lotti numerati.

Come nasce un lotto ↓
L'interno della bottega: banco di marmo, scaffali di castagno con i saponi in stagionatura, finestra sulle colline
La bottega vista da fuori al tramonto: muro di pietra, scuri verdi aperti, l'insegna e gli ulivi sulle colline
Il laboratorio luminoso: banco di marmo, vasi di erbe essiccate sugli scaffali, finestra sulle colline
L'angolo delle erbe: mazzi di lavanda e calendula appesi a seccare sopra i barattoli
Gli scaffali dei saponi in stagionatura, ognuno con la sua fascetta di carta
Il banco di lavoro: bilancia, olio d'oliva, barattoli e la ricetta scritta a mano
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I

Perché Michelangelo

Ci chiamiamo così perché lavoriamo la materia a mano, come in una bottega toscana: si sceglie il materiale giusto, si toglie il superfluo, si dà il tempo che serve.

È un omaggio a un modo di lavorare, non a una persona: non abbiamo alcun legame con l'artista, con i suoi eredi o con i musei che custodiscono le sue opere. Le nostre "opere" sono saponi, creme e oli, e ognuna ha un numero, come in un catalogo.

Colline toscane con ulivi in primo piano e le cave di marmo delle Apuane bianche sullo sfondo, luce del tardo pomeriggio

II

La materia viene da qui intorno

L'olio extravergine da un frantoio della Lucchesia. Le radici di iris da un campo del Chianti. La cera d'api dalla Garfagnana. La polvere di marmo dai laboratori di scultura delle Apuane, dove il marmo bianco si lavora da secoli.

III

Come nasce un lotto

  1. Cesto di vimini con fiori di calendula e rametti di lavanda appena raccolti

    I

    Raccolta

    Raccogliamo le erbe al mattino, quando la rugiada si è asciugata, e le facciamo seccare all'ombra su telai di legno.

  2. Barattoli di vetro con fiori in olio d'oliva su un davanzale di pietra

    II

    Macerazione

    Fiori e foglie restano in olio d'oliva dalle quattro alle sei settimane. Poi filtriamo a mano, attraverso un telo di lino.

  3. Bilancia di precisione e becher sul banco di marmo, mani con guanti

    III

    Pesatura

    Ogni ricetta ha la sua scheda. Pesiamo le materie prime al decimo di grammo e annotiamo tutto nel registro del lotto.

  4. Scaffale di castagno con file di saponi a stagionare

    IV

    Colata e riposo

    Creme e oli vanno subito in vetro. I saponi riposano sei settimane su scaffali di castagno prima di essere pronti.

  5. Mani che applicano l'etichetta MICHELANGELO su un vasetto di vetro ambrato

    V

    Numero d'opera

    Ogni confezione riceve il numero del suo lotto. Di ogni lotto teniamo un campione per tutta la sua durata.

IV

Chi siamo

Ritratto di Livia al banco, camice di lino, flaconi di vetro ambrato dietro di lei

Livia Bardelli

Ricette e controllo dei lotti

Laureata in chimica a Pisa, ha lavorato dieci anni in un laboratorio cosmetico prima di tornare sulle colline dove è cresciuta. Scrive le ricette, distilla la lavanda e controlla ogni lotto prima che parta.

Ritratto di Tommaso tra gli scaffali di castagno dei saponi, grembiule di tela

Tommaso Viviani

Saponi, panetti e spedizioni

Figlio di un marmista di Pietrasanta, ha imparato da ragazzo a lavorare con le mani. Taglia i saponi, setaccia la polvere di marmo, prepara i pacchi e risponde a gran parte delle vostre email.